Nuove norme per la mozzarella di Bufala

Categoria: Alimentazione, Formaggi freschi, Formaggio italiano

Grandi modifiche in vista per il sistema di qualità della Mozzarella di bufala campana DOP. A breve è atteso un decreto del ministero delle Politiche agricole che dovrebbe far luce su due grandi questioni: obbligo di tracciare il latte di bufala e separazione dei caseifici. Questioni centrali per offrire al consumatore garanzie e in questo modo rilanciare un prodotto che ha subito più volte negli anni conseguenze negative, in termini di vendite e di immagine, legate a problemi ambientali.

lo scandalo della Terra dei fuochi ha ridotto drasticamente le vendite dell'intero comparto agroalimentare campano

La mozzarella di bufala campana è un prodotto tipico, apprezzato anche all'estero, dal valore economico significativo: in media vengono prodotti 37milioni di kg l'anno con un fatturato di oltre 315 milioni. Il 90% della produzione è concentrato in Campania e piccole quote nel basso Lazio oltre che tra le province di Foggia e Venafro. Sulla tracciabilità del latte è stato raggiunto, in un recente incontro a Caserta, l'accordo di tutte le organizzazioni agricole e industriali rappresentative del settore: Confindustria, Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

In altri termini, si vuole introdurre l'adozione obbligatoria di un sistema gratuito di tracciabilità certificato dalle autorità nazionali o regionali. Sistema che in Campania è stato già adottato su base volontaria e che verrà esteso e reso obbligatorio, con tanto di multe per i trasgressori. In questo modo, si raggiunge l'obiettivo della tracciabilità dell'intera filiera: per i caseifici infatti esiste già l'obbligo. Pertanto le associazioni aderenti all'iniziativa si sono impegnate a rispettare la tracciabilità del latte proveniente dall'area Dop come condizione nei nuovi contratti e in quelli in corso.

Resta per ora in alto mare l'altra questione, oggi sul tavolo del ministero, relativa all'obbligo per le aziende di produzione di mozzarella, a partire dal primo luglio, di separare le linee che utilizzano latte dell'area dop da quelle che trasformano latte non dop, come previsto dalla legge 205 del 2008. Confindustria Campania propone di impegnare i caseifici ad usare solo latte dell'area tutelata per produrre mozzarella di bufala campana. Ma allo stesso tempo propone di consentire di impiegare latte lavorato dopo le 60 ore dalla mungitura per produrre mozzarella e formaggi non Dop.

La logica quindi sarebbe quella di permettere l'uso di latte congelato (la cui qualità resta immutata per gli industriali) anche se privando il prodotto finito del marchio di tutela. Ma in questo caso il fronte delle organizzazioni di categoria si è spaccato: Consorzio di tutela, Assolatte e Cia hanno negato la propria adesione per motivi diversi. Ora si attende la decisione del ministero.

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